LIBRI IN PARADISO, ANZI IN FABBRICA

17/11/2009

Librerie di ferro lungo le pareti, grandi spazi bianchi arredati con legno e metallo, i soffitti a volta o a capriate con le grandi travi di castagno dell´ex salone dei telai, la conoscenza intellettuale che si alimenta della storia di un luogo di lavoro e fatica. C´è tantissima luce nella neonata Biblioteca comunale Lazzerini di Prato, inaugurata ieri dal presidente della Camera Gianfranco Fini e dal presidente della Regione Claudio Martini. Strabiliante per grandezza - è la seconda d´Italia dopo quella di Bolzano - la nuova struttura nasce dentro lo scheletro dell´ex fabbrica Campolmi, un simbolo della produzione tessile pratese collocato dentro le antiche mura, a un passo dal Castello e dal Museo del Tessuto. I numeri parlano da soli: 5.300 metri quadrati di superficie totale, 3.200 metri di servizi per il pubblico e 4.250 di spazi esterni. Dentro 250 mila volumi, 120 mila documenti, 17 mila opere per ragazzi, 46 mila libri in lingue straniere, 3.500 dvd e vhs, 2.500 cd e dvd musicali, 600 quotidiani e riviste in abbonamento, 450 posti di lettura, 105 postazioni internet, un mondo intero a disposizione di studenti, professori, cittadini, ospiti stranieri, ricercatori, appassionati autodidatti, lettori accaniti, insomma di tutti quelli che sapranno sfruttare questa possibilità di arricchire le proprie conoscenze in questo tempio contemporaneo del sapere.
Prato ci ha investito molto, la Regione anche. Su un investimento complessivo di circa 6 milioni di euro, i fondi assegnati al Comune dalla giunta toscana nell´arco di dieci ani hanno sfiorato quota un milione e 900 mila euro. In più la Regione finanzia con 400 mila euro la campagna di comunicazione intitolata "Ma dove? In biblioteca" che, nei piani dell´assessore Paolo Cocchi, dovrebbe attirare pubblico "fresco" non solo a Prato ma in tutte le biblioteche toscane, attualmente frequentate da un misero 7 per cento della popolazione. Il sindaco Roberto Cenni, che taglia il nastro insieme a Fini, definisce la Lazzerini «un luogo in continua evoluzione, uno spazio di testimonianza e di sapere». C´è voglia di futuro in questa giornata, la biblioteca è concepita come una realtà di collegamento con la tradizione di sempre e allo stesso tempo come un trampolino verso il volto che la città prenderà negli anni a venire. Il vescovo Gastone Simoni cita il motto dei padri Gesuiti «Se hai un orto e una biblioteca, non manchi di nulla» e Fini richiama l´attenzione sulla necessità di finanziare anche in un periodo di crisi «la produzione collegata alla ricerca, alla professionalità, alla capacità di superare le difficoltà, di stare sul mercato, di vincere la competizione, attraverso il genio ma con accanto l´impegno delle istituzioni perché vi sia la possibilità di competere anche attraverso infrastrutture, centri di ricerca, luoghi di eccellenza, indispensabili quanto la qualità del lavoro e la qualità della propria arte».
Qui non ci sono solo libri, giornali, computer e dvd. Qui si farà anche ricerca e formazione. Per conto della Regione la Lazzerini realizzerà programmi di aggiornamento per operatori culturali, insegnanti e bibliotecari in particolare. E curerà corsi di formazione lungo tutto l´arco della vita, anche attraverso corsi on line. In più coordinerà una rete composta da quaranta biblioteche pubbliche e private della provincia pratese con l´obiettivo di sviluppare servizi di lettura, informazione e documentazione, prestito di libri e un programma di eventi e dibattiti. Ovviamente l´ingresso è gratuito e tutte le stanze sono dotate di connessione wireless per collegarsi liberamente ad Internet. C´è anche una sala riservata ai "fondi speciali" di materie umanistiche e sociali, tra cui la Biblioteca Storica dell´Istituto Francese di Firenze, 70.000 documenti che coprono un arco temporale che va dalla fine del XVII secolo ad oggi.

Autore: Simona Poli

 

(da regione.toscana.it)